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Il Chianti: storia di un vino
Il nome deriva dall'etrusco Clante-i, si trova menzionato per la prima volta in documenti dell'VIII secolo per definire i territori dell'antica Lega, circoscrizione amministrativa comprendente gli odierni comuni di Radda, Gaiole e Castellina.
Dal XIX secolo la regione si estese fino a comprendere la Val di Greve, le Valli della Pesa e dell'Arbia; nel 1924 si costituì un "Consorzio per la difesa del vino tipico del Chianti e della sua marca d'origine" che prese come simbolo lo stemma dell'antica Lega: il Gallo Nero in campo d'oro.
I processi di vinificazione non sono cambiati in maniera sensibile nel corso degli anni, il Chianti risulta da una sapiente miscela di uve bianche e rosse così codificate dal fondatore della moderna ecologia chiantigiana
Bettino Ricasoli:

7/10 di Sangiovese che da corpo e colore;
2/10 di Canaiolo che conferisce profumo
e morbidezza;
1/10 di Trebbiano e Malvasia che da acidità
lieve e finezza.
Le uve venivano pigiate per tre, quattro giorni, poi dopo un riposo di una ventina di giorni, il vino veniva messo nelle botti dove gli si dava il "governo"
(rifermentazione) con l'aggiunta di piccole quantità di uva scelta e pulita, appassita sopra stuoie e cannicci; l'operazione aumentava il tono frizzante, il colore, il sapore asciutto e il grado alcolico. L'unione tra la vite e l'acero campestre (loppo) che da tempo immemorabile le faceva da sostegno, la proteggeva dalla calura estiva ed assorbiva l'umidità in eccesso durante le piogge prolungate, appartiene oramai al passato e al filare loppato, ai bordi del campo, si sono sostituiti solidi paletti in cemento.
La modernizzazione della coltura non ha tuttavia influito in senso negativo sulla produzione, probabilmente ne ha migliorato la qualità grazie anche all'introduzione dell'obbligo della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG). Sono passati i tempi in cui i fiaschi si accatastavano a file serrate sul carro snello, come scriveva l'Imberciadori: "..quasi a formare un'alta piramide di 600-800 fiaschi … e quando i cavalli si muovevano pareva portassero in giro un monumento .." ora il tipico fiasco, che dava un tocco di colore irripetibile, ma troppo costoso, viene sostituito dalla bottiglia di tipo bordolese e dalla toscanella più facilmente inseribili nelle moderne linee di imbottigliamento ed etichettatura.